Pistoia Sotterranea

Pistoia Sotterranea

TOUR PISTOIA SOTTERRANEA – 18.02.2018

Via con la “prima”…
18 febbraio primo incontro-raduno del Club, come da programma, con meta Pistoia, sotterranea e non, alla scoperta di una città a noi vicina ma in genere poco conosciuta.

Anteprima – Mattina decisamente fuori dalle previsioni meteo, pessime per la verità. Invece, nuvole ma con molte schiarite e soprattutto senza pioggia. Riunione a Villa delle Rose a Pescia; parcheggio delle auto senza alcun problema visti gli spazi a disposizione, qualche assenza forse proprio per il timore della pioggia, cappuccino e cornetto per tutti. Pronti, partenza alle 9 e mezza.

Palcoscenico – Prima della visita alla parte sotterranea di Pistoia, si è iniziato con la piccola sala di anatomia dell’ospedale Il Ceppo. Letteralmente una scoperta; un centro di anatomia per il seicento assolutamente unico, scuola ambita in quel periodo, seguita in tutti i paesi d’Europa per le sue scoperte mediche del corpo umano (nessuno dei presenti sapeva che il primo esemplare di bisturi al mondo viene proprio da qui). Poi giù, a camminare sopra il letto del fiume Brana che continua a scorrere sotto il pavimento a sassi e le volte costruite nei secoli, a sorreggere la città che si sviluppava e cresceva al di sopra. Un mondo suggestivo e pieno di note e resti del posto dal duecento in poi. Poi, a seguire, una visita a Pistoia a cielo aperto, ad ammirare la loggia del ‘500 del Ceppo ornata dal fregio in terracotta policroma dei Della Robbia, per passare poi a Piazza Duomo. Qui tra la Cattedrale di San Zeno, il campanile, il Battistero di San Giovanni, il palazzo dei Vescovi, Il Pretorio ed il palazzo del Comune è stata un susseguirsi di esclamazioni di meraviglia e sorpresa. Descriverli anche brevemente sarebbe una banalità; quindi un invito al lettore, visitala.

Musica e testi – prima quella delle guide che sia nella visita sotterranea che in quella in superficie, si sono alternati in illustrazioni suggestive della vita dell’epoca e dello sviluppo della città. A seguire quella dei motori delle 43 auto che dopo avere lasciato la città, sono salite rapidamente, sotto un cielo che oramai si era tinto di azzurro, fino ai 700 metri del Signorino a pranzare. Tutto in allegria e sempre con un occhio fuori dalle vetrate del locale a monitorare la luminosa giornata che il vento rendeva sempre più tersa ma ingombrata da un leggero nevischio che cadeva sui vetri delle vetture esposte.

Bello ed ancora bello, un buon auspicio per il resto dell’annata del club.